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CAPITOLO V
QUELLO CHE LE DONNE NON SANNO
(o preferiscono non sapere)
INTRODUZIONE
Qui si parla di donne, quindi la gaffe è dietro l’angolo.
Ritengo di dover dedicare un intero capitolo alle donne perché, alla fine, non c’è dubbio che siano l’unica speranza che ci rimane.
Potrei dire che le donne sono tanti potenziali messaggi di salvezza viventi. E nel dire questo, tremo. Perché potrei facilmente passare per il solito piacione che dice alle donne cosa dovrebbero fare, come si dovrebbero comportare, quanto sono speciali, la banalità è dietro l’angolo.
In alternativa potrei essere sincero, dire le cose esattamente come stanno! Ma ormai sono sufficientemente vecchio per non sapere che sarebbe un errore gravissimo! Se le donne fossero tanto interessate alla verità, non si sveglierebbero presto la mattina per coprirsi con il trucco nascondere ciò che non piace ed esaltare ciò che piace.
E con questa frase sento già il pavimento scricchiolare…
Voglio dire, le donne sono belle, nell’aspetto, nel modo di essere e di fare, hanno qualcosa di magnetico che attrae chi le circonda. Allora mi sono sempre chiesto, perché il trucco, anche quando sono consapevoli di essere attraenti, anche quando non ce ne sarebbe bisogno?
Sono arrivato alla conclusione che le donne non si truccano per noi uomini, questa è una conseguenza, un effetto collaterale. Le donne amano truccarsi per sé stesse, non intese come singola persona, ma come gruppo. Per assomigliarsi, creare una bellezza omogenea agli occhi. Ovviamente una omogeneità soggetta a cambiamenti, che seguono i dettami della moda del momento.
Così se si guardano anche solo le acconciature dei capelli si può dire, con un trascurabile margine di errore, a quale decade un gruppo di donne appartiene.
Per esempio, nella decade in cui stiamo vivendo (2020/30) i capelli sono categoricamente lunghi e lisci, come Samara del film dell’orrore “The ring”. A tal proposito di recente ho accompagnato mia figlia in discoteca, non esagero nel dire che almeno il 90% delle ragazze, poco più che adolescenti, avevano i capelli lisci e lunghi, ed ovviamente gli immancabili camperos!
Credo che questo sia un retaggio ancestrale, che dimostra quanto abbiano bisogno ognuna delle altre. Certo nei secoli le cose sono cambiate, la società è cambiata, ma basta vedere un gruppo di donne insieme per rendersi conto della loro capacità di collaborare, fare gruppo, oserei dire di allinearsi, di prendere sul serio la loro missione e perseguire con caparbietà un obiettivo.
Nel bene e nel male.
E già, come per tutti i gruppi di persone, chi è fuori dal gruppo è fuori, e questo vale anche per le donne, è inutile negarcelo.
Anche a causa delle evidenti diversità fisiologiche, rispetto agli uomini, le donne sono statisticamente più soggette a subire atti di violenza dall’altro sesso. Quando questo accade, e purtroppo accade, di rado le malcapitate trovano il coraggio di reagire, di ritornare al gruppo e lasciarsi tutto alle spalle.
Un pessimo uomo può portare una donna a diventare una persona peggiore, una persona sola. Lì comincia il calvario, si rimane isolate e quando ci si rende conto di essere andate oltre, a volte è troppo tardi.
Nella prossima poesia vesto i panni di una donna che ha fatto scelte sbagliate o che in qualche modo le sono state imposte, ma che ha trovato il coraggio di cambiare. Certo non è facile, chi è fuori è fuori dicevo, e la tentazione di ricadere nell’oblio, pur di non rimanere sole con sé stesse, è dietro l’angolo.
Ma alcuni treni passano una volta sola.
Quanti treni persi
Quanti treni persi,
però qualcuna sale…
fhhìììì, se ne infischiano
degli sguardi
che allontanano
i traguardi.
Dal vetro si distinguono
le tante Samare
con le loro vite tristi,
severe ed amare,
si allisciano i capelli
aspettando un altro treno
mentre gocciola di moda e odio
il loro gelato al veleno.
Il corridoio è lungo e stretto
come i sorrisi che
mi vedono entrare,
i trucchi per terra
volano dal mio bauletto…
iniziamo bene,
ci mancava lo sgambetto!
Lì c’è un posto
di fronte a quel tale
seduto composto
distinto e cordiale.
Mi porge la mano
per farmi sedere
sembra un angelo azzurro
che non può più volare…
Ma ho io le ali!
Te le posso donare!!!
“Scendi con me alla
prossima fermata!”
Ed io lì, un’altra volta,
c’ero quasi cascata…
Non è questa la mia meta
ho un biglietto di sola andata,
verso una nuova vita che,
valga la pena di essere vissuta.
Casalecchio di Reno, 17/10/2025
QUALCOSA È CAMBIATO
La definizione di donna più precisa (non per forza corretta) che ho avuto modo di sentire è contenuta nel film “Qualcosa è cambiato”, dove al burbero ed asociale protagonista, Melvin (Jack Nicholson nei panni di uno scrittore), viene chiesto da una fan eccitata per averlo incontrato, la seguente domanda:
“Come fa a descrivere così bene le donne?”
L’impietosa risposta:
“Prendo un uomo e tolgo razionalità e affidabilità!”
Già vedo la sommossa, ma come si permette!!! I soliti stereotipi… Eppure, io non ci vedo niente di male, anzi lo vedo come un complimento! Dove ha portato la razionalità degli uomini? Dove l’affidabilità? Troppe volte a inseguire, con fare ottuso, la follia di un prepotente capace di sfruttare le loro debolezze per manipolare le masse.
L’eccesso di razionalità può portare a credere di avere sempre ragione, a non mettersi mai in discussione.
L’eccesso di affidabilità può portare a negare l’evidenza, pur di continuare a mantenere il ruolo che ci viene assegnato.
Le donne sanno essere migliori di questo. Ovviamente è una provocazione, e sarebbe stupido cadere nello stereotipo, passo quindi ad un’altra frase dello stesso film che potrebbe aiutare ad aggiustare le cose.
La protagonista del film, Carol (interpretata egregiamente dall’attrice Helen Hunt) pretende, e non a caso sottolineo la parola pretende, che Melvin le faccia un complimento.
Con evidenti difficoltà, Melvin le dice che lui soffre di problemi di comportamento, i quali, secondo il suo medico, spesso sono risolvibili con una pillola; ma lui odia le pillole, quindi non le prende.
Eppure, da quando l’ha conosciuta, ha iniziato a prenderle. La sua vicinanza, il solo fatto che Carol esista, gli fanno venire voglia di essere un uomo migliore.
Ebbene, se per una donna si può parlare di super poteri, sicuramente tra questi c’è la capacità di rendere migliori gli uomini!
Se c’è qualcosa di buono negli uomini, sono sicuro che in gran parte sia opera delle donne; madri, sorelle, amiche, compagne, figlie, mogli, e perché no, amanti, con la loro pretesa di essere circondate da uomini cortesi, attenti, coinvolti, hanno tra le mani, il super potere di rendere migliore l’umanità.
Così, perfetti trogloditi si trasformano in esseri umani, padri di famiglia. Certo l’operazione non sempre riesce, bisogna fare i conti anche con gli uomini criptonite, vicino ai quali qualsiasi donna perde i suoi super poteri ed ogni tentativo di renderlo migliore è vano.
Riconoscerli non è semplice, sanno nascondersi bene e spesso sono delle vere e proprie trappole, da cui fuggire, come ha fatto la donna della precedente poesia. Allontanarsi dagli uomini criptonite è l’unico modo per ritrovare i propri super poteri e continuare a migliorare l’umanità.
Scrivo queste parole il 10/05/2026, giorno in cui si festeggiano le mamme di tutto il mondo. Senza nulla togliere a chi non lo è, l’essere mamma racchiude in un’unica persona il peso del fardello di essere al contempo portatrici di bellezza e portatrici di vita.
Un’esperienza unica che segna in maniera irreversibile la vita delle donne, nel bene e nel male. Noi uomini non dobbiamo fare altro che starle accanto, condividere con loro questo peso, assecondare la loro esigenza di attenzione, credendoci. In altre parole, amarle.
La prossima poesia è un elogio, e un ringraziamento, a tutte le donne, scritta il giorno della loro festa.
8032026
Lo so, non è più tempo
di lasciarsi cantare,
ma almeno oggi
che di te si sprecano i versi,
e la prosa,
sposta il tuo ventaglio
e mostrati vanitosa,
come solo tu sai fare
isola preziosa,
che accogli gli animi persi
con voce severa e premurosa.
Come l’ultimo baluardo
di speranza,
in un mondo vile e codardo
sei tu la mano misericordiosa.
Ma come l’isola non sei sola,
almeno oggi,
che tutti ti vestono di mimosa.
Ed è qui che si sprecano
i versi e la prosa,
perché ami farti lodare,
ma senza esagerare,
di indole orgogliosa,
così che a proteggere i
tuoi confini
hai messo il mare.
Però…
ormai la poesia l’ho iniziata…
e mi appello alla tua clemenza,
perché ho già chiamato il vento
per affidargli le mie parole
e soffiarle tra i tuoi capelli,
sotto il velo che li avvolge
come un docile tormento.
Voglio ricordare che
non solo oggi
sei madre e figlia,
amica e sposa,
comitiva rumorosa,
carezza silenziosa,
libera combattente
di ogni voce noiosa!
A volte ingenua e misteriosa
quando il tuo sorriso,
accennato,
che rende piccole le montagne,
avanza una domanda fastidiosa:
“Bella la mimosa,
è per me!?
Allora perché
non una rosa?”
Ed è forse questo il mistero
che ti accompagna,
ma conosco la risposta
mia umile compagna:
“Perché sei tu la rosa!?”
Non solo per un giorno
gialla mimosa
ma ogni giorno
una rosa preziosa,
che cambia il suo profumo e,
anche se non deve,
insicura chiede se va bene.
Che poi, la risposta
non la vuoi aspettare,
e cambi anche il tuo colore,
per sentirti più bella
e ancora una volta,
lasciarti incantare.
Così confido
nella tua pazienza
proprio oggi che di te
si sprecano i versi e la prosa,
sarai la mia musa,
sì certo, senza offesa,
perché tutti possano
ammirare quanto,
non solo oggi,
sai essere meravigliosa.
Casalecchio di Reno, 8/03/2026
Dunque, sembrerebbe sensato dire che le donne abbiano un ruolo fondamentale nel rendere migliori la società in cui viviamo, senza dubbio hanno il potere per farlo.
Ma anche i migliori propositi diventano vani se le strade per raggiungerli hanno direzioni opposte.
Come si può spiegare l’ascesa al potere, attraverso elezioni democratiche, a suffragio universale, di personaggi indubbiamente misogini, che hanno apertamente mostrato di non avere alcun rispetto della donna, sia con gesti che con parole esplicite. Questi personaggi sono riusciti a prevalere anche quando erano in competizione contro donne.
Eppure, è facile verificare che per ogni paese circa metà della popolazione è fatto di donne.
I conti non tornano o, più semplicemente, non torna quanto affermavo, cioè il fatto che le donne abbiano il potere di migliorare la società.
Bisogna però ammettere che avere un potere non basta per esercitarlo, o per avere la possibilità di poterlo esercitare.
Il progressivo miglioramento della situazione delle donne nei paesi più moderni, e l’impietoso confronto con il paese in cui questo non avviene sono, per quanto mi riguarda, la dimostrazione che questo potere c’è ed andrebbe favorita la possibilità di esercitarlo.
Ma il primo passo è avere la consapevolezza di poter cambiare la società e questo ancora manca, anche se pian piano qualcosa si muove.
Sogno il giorno in cui le donne risorgeranno, per mettere fine agli scempi che colpiscono i figli delle madri più sfortunate, per disarmare i propri compagni e i propri figli, per insegnarci la pace.
La prossima poesia parla proprio della missione di pace che le donne possono portare avanti, se solo lo volessero e venisse loro concesso.
La missione
Faresti bene a nasconderti
e non farti più trovare,
con tutto quell’oro nei capelli
Salomè ti potrebbe decapitare.
Chiudi pure i tuoi
occhi di diamante
che tolgono il senno
alla brava gente,
tienimi per mano
ed insieme preghiamo.
Ora non parlare e
lasciati disegnare:
con il mio dito che lento
scorre sul tuo viso
si apre con un dolce canto
la porta del paradiso.
Non c’è niente da ridere sai!
Sono un uomo serio io.
Chiedilo a quel folle
che voi tutti chiamate Dio,
padrone dell’universo perché,
contro ogni previsione,
il volto su cui ha scommesso
è il mio.
Ancora una volta
lasciami sognare
sussurrami che
non è vero…
e che mi terrai
per sempre la mano.
Baciami forte la fronte e
scappa via lontano.
È l’ora dell’addio,
va crescendo il
vocìo, qui finisce il
cammino mio.
Ormai di lottare sono stanco
e come dev’essere
il gregge diventa branco.
E’ questa la missione
che ti lascio:
sappiate essere
una sola voce
e sarete l’esempio
che guiderà gli uomini
verso un mondo di pace.
Casalecchio di Reno, 14/03/2026